{"id":103,"date":"2024-12-16T15:48:38","date_gmt":"2024-12-16T14:48:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.comunitadonmilani.it\/?page_id=103"},"modified":"2025-02-05T19:13:31","modified_gmt":"2025-02-05T18:13:31","slug":"storie-di-vita","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.comunitadonmilani.it\/index.php\/storie-di-vita\/","title":{"rendered":"Storie di vita"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>di Nello Serra<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come perle preziose, accenniamo a poche, ma esemplari storie di vita, svoltesi negli anni all\u2019interno della cooperativa. Non che non ve ne siano altre, ma hanno bisogno di tempi lunghi per poter essere portate alla luce, per l\u2019alto contenuto drammatico, come la storia di un gruppo di minori rimasti senza genitori ai quali si dette l\u2019aiuto necessario a superare il brutto momento e incamminarsi verso la vita adulta.<br \/>\nMi piace presentarle con le di una poetessa americana, Emily Dikinson, che in vita sua non pubblic\u00f2 nessuna poesia: \u201cSe posso impedire che un cuore si spezzi, io non avr\u00f2 vissuto invano. Se posso alleviare le sofferenze di una vita o placare un dolore, o aiutare un pettirosso tramortito a ritrovare il suo nido, io non avr\u00f2 vissuto invano&#8221;. Ecco mi sento, ci sentiamo, in questa poesia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia di GIUSI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le storie emblematiche, maturate all\u2019inizio del primo decennio del 2000 e senza entrare nel merito dei rapporti familiari, che vanno comunque rispettati nella loro privacy, la prima \u00e8 quella di Giusi, allora 17enne, che varc\u00f2 il portone del nostro palazzo antico, scegliendolo come propria dimora, volendo sfuggire a una situazione che non le era confacente.<br \/>\nRagazza dotata di una forte volont\u00e0 di cambiamento, non solo di status sociale, ma di modo di essere persona, con delle coerenze, non presenti nella sua famiglia di origine, Giusi ce l\u2019ha messa tutta.<br \/>\nVolendola paragonare a qualcosa, viene in mente una spugna. Come una spugna assorb\u00ec tutto ci\u00f2 che osservava con gli occhi, tutto ci\u00f2 che ascoltava con le orecchie, facendone da s\u00e9 una sintesi ed elaborando il necessario \u201ccontro copione\u201d familiare, per formarsi una propria personalit\u00e0 e un proprio futuro. E tutto questo seppe farlo nello spazio di un anno.<br \/>\nA seguirla in questo percorso furono due figure transitorie, la prima \u00e8 quella dell\u2019autore di questa nota, la seconda di sua moglie Lidia, all\u2019epoca assistente sociale presso il presidio ospedaliero locale, alcune amiche, soprattutto una di nome Maria e una zia paterna.<br \/>\nA completare la sua formazione, contribu\u00ec lo stesso padre, che arrivati a un certo punto della sua vita, prima della sua prematura scomparsa per un tumore, ebbe il tempo e la capacit\u00e0 di recuperare il rapporto con i figli e con lei.<br \/>\nTanto importante fu la sua crescita, che rifiut\u00f2 l\u2019offerta di lavorare e vivere in comunit\u00e0, aspirando ad avere una casa propria, un lavoro, una famiglia, dei figli, cosa che \u00e8 riuscita a fare. Anche se le si fosse offerta una reggia l\u2019avrebbe rifiutata, anche perch\u00e9 non voleva salvarsi da sola, ma anche i suoi due fratelli che avevano bisogno di lei.<br \/>\nOggi \u00e8 moglie e madre felice, impagabile lavoratrice nell\u2019azienda di famiglia, un ristorante-pizzeria ben avviato.<br \/>\nNon poteva esservi migliore remunerazione per chi l\u2019aiut\u00f2.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-104 alignright\" src=\"https:\/\/www.comunitadonmilani.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Giusi-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"394\" height=\"296\" srcset=\"https:\/\/www.comunitadonmilani.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Giusi-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.comunitadonmilani.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Giusi-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.comunitadonmilani.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Giusi-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.comunitadonmilani.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Giusi-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.comunitadonmilani.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Giusi.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 394px) 100vw, 394px\" \/>L\u2019essersene andata, tuttavia, non comport\u00f2 un abbandono del luogo in cui pot\u00e8 vivere un tratto importante della sua crescita, tutt\u2019altro! E\u2019 sempre presente nei momenti importanti della della comunit\u00e0, anche nella veste di testimone di un\u2019intervento andato a buon fine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Giusi ho chiesto l\u2019autorizzazione a pubblicare questo racconto succinto del suo passaggio in comunit\u00e0, quando ancora la comunit\u00e0 non vi era personale e sede adeguata. Questa \u00e8 stata la sua risposta: \u201cNello, \u00e8 un racconto perfetto che raccoglie a pieno significato il mio passaggio l\u00ec che \u00e8 stato il trampolino di lancio per la mia salvezza. Sar\u00f2 grato a te e Lidia sempre. Ma io ci ho messo tutte le forze che avevo. E non rimpiango nulla, nemmeno di aver avuto disagi familiari, perch\u00e9 proprio questo mi\u00a0ha portato a essere ci\u00f2 che sono. La vita mi ha messo a dura prova e io ho lottato uscendone vittoriosa\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"text-align: justify;\">SYLWIA<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pensare a SYLWIA riemerge chiaro il ricordo di chi mi chiam\u00f2 perch\u00e9 l\u2019aiutassi: il sacerdote Nicola Montalto, a cui sono grato per l\u2019aiuto nella fase iniziale della raccolta fondi per creare la casa che oggi \u00e8 un fiore all\u2019occhiello nella Calabria, affamata di servizi alle persone che funzionino umanamente.<br \/>\nLa ragazza era incinta e cercava qualcuno che l\u2019aiutasse ad affrontare la gravidanza, non avendo a fianco, in quel momento, il compagno da cui aspettava il bambino.<br \/>\nIl suo animo era colmo di rabbia, delusione, paura, amarezza e tristezza infinita.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-105 alignright\" src=\"https:\/\/www.comunitadonmilani.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Sylwia-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"257\" height=\"343\" srcset=\"https:\/\/www.comunitadonmilani.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Sylwia-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.comunitadonmilani.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Sylwia-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.comunitadonmilani.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Sylwia-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/www.comunitadonmilani.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Sylwia.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 257px) 100vw, 257px\" \/>L\u2019aiutammo a superare il brutto momento, avviando la giusta mediazione familiare, facendo scattare, innanzitutto, la sensibilit\u00e0 nella madre del giovane. A bimbo nato, torn\u00f2 anche il giovane padre dalla citt\u00e0 in cui era emigrato per farsi un futuro, ormai guarito dalla paura della paternit\u00e0 precoce, che lo riconobbe e si attiv\u00f2 per assumersi la responsabilit\u00e0 di padre e marito. Infatti convolarono a nozze<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia bella di questi due giovani \u00e8 esemplare per l\u2019impegno che ci hanno messo a crescere come persone e come genitori di un ragazzo ormai maggiorenne e in procinto di concludere gli studi superiori, e di una ragazza che gli studi superiori li ha appena iniziati.<br \/>\nE\u2019 vissero felici e contenti come nelle favole? La vita reale non \u00e8 mai una favola, anche per chi ha la strada spianata dalla famiglia. Se pensiamo alla vita reale, essa pone problemi di ogni genere, soprattutto se si vive in grandi citt\u00e0, come loro con grandi problemi, dal caro affitti, al caro vita, alla delinquenza che svaligia gli appartamenti quando si va in ferie, come \u00e8 capitato a loro. Non \u00e8 una favola ma lo diventa quando si impara e ci si impegna a risolvere i problemi come hanno saputo fare loro.<br \/>\nSe guardiamo, infatti, a come hanno saputo affrontare il loro viaggio favola \u00e8.<br \/>\nSylwia commenta il breve testo che le ho sottoposto: \u201cCaro Nello, \u00e8 tutto stupendo e tutto mi va bene. Hai riassunto tutto bellissimo. Wow. Grazie\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">VALENTINA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le storie belle e significative \u00e8 da annoverare quella con una giovane studentessa del profondo Nord (Bergamo Bassa), di segno diverso dalle precedenti. Non una storia di ragazze in difficolt\u00e0, bens\u00ec, l\u2019affacciarsi sulla scena di una giovane curiosa di conoscere il mondo, desiderosa di fare esperienze di volontariato, in realt\u00e0 disposte ad ospitarla come la nostra.<br \/>\nIl suo impatto con noi si rivel\u00f2 talmente positivo da far registrare non una venuta episodica, ma tanti viaggi, nel tempo, e non solo ad Acri, ma anche a Pieve Emanuele (MI), dove per sette anni consecutivi prendemmo parte ad una manifestazione presso la \u201cMagna Grecia\u201d, un\u2019associazione di calabresi a Milano Sud. Lei era sempre \u201cattiva, mai distratta, sempre attenta a soddisfare le domande e le richieste dei visitatori del nostro stand.<br \/>\nQuel che pi\u00f9 ci colp\u00ec di lei era l\u2019intelligenza, che unita all\u2019attaccamento allo studio, ne faceva una studentessa modello sin dalle superiori.<br \/>\nNel suo percorso di crescita vi fu un momento delicato, quello in cui si trattava di scegliere la facolt\u00e0 universitaria e avendo conquistato un posto nelle graduatorie sia alla facolt\u00e0 di medicina (a Brescia) che in Neuro psico motricit\u00e0 a Pavia che le avrebbe preparata a svolgere una funzione paramedica, aveva l\u2019imbarazzo della scelta, voleva sceglie Pavia.<br \/>\nIo e mia moglie Lidia cercammo di convincerla a iscriversi a medicina, con argomentazioni non classiste di carriera e prestigio sociale, piuttosto spiegandole che la professione di psicomotricista era ancora pi\u00f9 impegnativa di quella di medico. Per farle vedere che problematiche avrebbe potuto trovarsi ad affrontare le facemmo vedere \u201cIl mio piede sinistro\u201d, un film altamente drammatico, ma lei scelse, comunque, di iscriversi a Pavia.<br \/>\nScelse Pavia, ma, forse, qualcosa del nostro incitamento ad avere fiducia nelle sue capacit\u00e0 e sensibilit\u00e0, la convinse, l\u2019anno successivo, a rifare il test per medicina che, ovviamente, super\u00f2 con la brillantezza dell\u2019anno precedente. Ma fece di pi\u00f9, vinse un altro posto, sempre in medicina, nella versione inglese, per essere pi\u00f9 sicura di entrare.<br \/>\nE cos\u00ec fu che si laure\u00f2 in medicina nei tempi, senza sforare. Come tutti sanno, dopo la laurea \u00e8 prevista la specializzazione \u00e8 anche qui fece il bis, classificandosi sia a Brescia (per anestesia) che in Svizzera (a pediatria).<br \/>\nAnche qui c\u2019era da effettuare la difficile scelta e le consigliammo di accettare il posto in Svizzera, e meno male, se si pensa alla crisi attuale del sistema sanitario italiano, dove i medici sono i primi a pagare i danni provocati dai tagli e da un sistema al collasso.<br \/>\nAnche qui fece la scelta di cui non si \u00e8 pentita e mai si pentir\u00e0, \u00e8 prossima al completamento dell\u2019iter, effettuato nei nosocomi dei Cantoni svizzeri, che gli conferir\u00e0 il titolo di dottore in pedo psichiatria, l\u2019equivalente della laurea in neuropsichiatria infantile italiana!<br \/>\nE\u2019 una bella soddisfazione se non altro per il fatto che Valentina \u00e8 la persona giusta al lavoro giusto, per la sua capacit\u00e0 di ascolto e di empatia, elementi che coniugati con lo studio diligente che lei ha fatto, possono far la differenza tra un medico qualunque e un medico che onora forse la pi\u00f9 importante professione d\u2019aiuto se fatta con amore e competenza.<br \/>\nDa due anni \u00e8 anche madre di bellissimo bimbo e non vediamo l\u2019ora di vederlo trotterellare nei nostri campi, giocare con altri bambini e gli anziani della nostra comunit\u00e0, insieme a mamma Valentina e pap\u00e0 Andrea.<br \/>\nValentina manca da noi da un bel po\u2019 di anni, ma molto spesso riceviamo un suo bonifico, segno che, con il suo cuore generoso, da qui non se ne \u00e8 mai andata, e mai se ne andr\u00e0.<br \/>\nIl commento di Valentina: \u201cE\u2019 bellissimo davvero, grazie, sei troppo generoso! E\u2019 un onore per me leggere queste righe, sono lusingata. Venire ad Acri mi ha aiutata a conoscere me stessa, trovare la mia strada e trovare anche te e Lidia. Per fortuna che dopo la prima notte in cui ero spaventata te l\u2019ho detto e avete trovato un\u2019ottima soluzione perch\u00e9 restassi serenamente, pensa cosa avrei perso. Rimarrete sempre nei miei ricordi, che ho anche scritto sulla mia tesina del liceo, sostenuta da voi, su Don Milani.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-106 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.comunitadonmilani.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Valentina-300x227.jpg\" alt=\"\" width=\"360\" height=\"273\" srcset=\"https:\/\/www.comunitadonmilani.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Valentina-300x227.jpg 300w, https:\/\/www.comunitadonmilani.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Valentina-1024x774.jpg 1024w, https:\/\/www.comunitadonmilani.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Valentina-768x580.jpg 768w, https:\/\/www.comunitadonmilani.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Valentina-1536x1161.jpg 1536w, https:\/\/www.comunitadonmilani.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Valentina.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Valentina al suo arrivo alla stazione di Paola nel 2009<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Nello Serra Come perle preziose, accenniamo a poche, ma esemplari storie di vita, svoltesi negli anni all\u2019interno della cooperativa. 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